venerdì 25 gennaio 2013

CORONA DI SPINE


Estorsione, banconote false, bancarotta fraudolenta, aggressione a pubblico ufficiale, ricettazione, diffamazione a mezzo stampa, evasione fiscale, sono i reati di cui è accusato Fabrizio Corona. Scusate se inizio in questo modo e scusate se mi soffermo su un caso giudiziario piuttosto inutile e ormai, quasi nauseabondo. Non sarebbe nel mio interesse parlarne, voglio dire, ci sarebbero cose molto più importanti su cui discutere e inoltre non vorrei dare ulteriore voce a questa vicenda ma, in qualche modo, ne sono stato coinvolto.
Ieri sera ho realizzato, per conto di Celebrity Now (programma di gossip di Sky) una clip proprio su Fabrizio Corona, si tratta di una dichiarazione inedita dove il nostro Fabrizio farfuglia cose riguardanti la sua vicenda giudiziaria. A parte la pena che ho provato nel vedere un uomo pronunciare frasi del tipo: “io sono il messia venuto nelle carceri per insegnare ai detenuti che fuori da qui c’è una nuova vita..”, e altre frasi di questo genere, sono presto arrivato ad una conclusione: Corona è una vittima, di se stesso e della società. Mi ricorda, molto alla lontana, il personaggio di Alex (Arancia Meccanica) dove una persona spregevole finisce col farti quasi tenerezza, fino al punto che potresti quasi adorarla, anzi la ami alla follia. Ecco, il concetto è proprio questo: Fabrizio Corona accusato e difeso, amato e odiato, personaggio che divide e unisce, icona del nulla che diventa Dio. Io, personalmente, nutro poco interesse per lui e la sua vicenda ma, al contrario, mi sta a cuore un altro concetto: perché ci sono persone che lo difendono a spada tratta come fosse loro figlio? Vero che la pena inflitta a Corona (c.a. 7 anni per reato di estorsione) è probabilmente eccessiva, soprattutto se pensiamo che in Italia reati ben più gravi hanno pene di gran lunga inferiori (ma questo è un altro discorso).
Resta il fatto che vi sono personaggi che vengono difesi e osannati come il caro ex presidente del consiglio, S.B. (non voglio più nominarlo scusate) nonostante la realtà oggettiva dei fatti giochi a loro sfavore. Vorrei proprio sapere qual è l’algoritmo magico che spinge le persone a prostrarsi per una causa che non conoscono a fondo o che non vogliono conoscere a fondo, facendo il tifo come per una squadra di calcio. Perché si prende una posizione univoca su qualcuno che non si conosce nemmeno, di cui si è visto solo un’ immagine digitale pre-costruita e proiettata in TV?
Da dove vengono le nostre certezze? Il nostro giudizio è frutto di un’attenta analisi dei fatti? La presunzione di saperne di più di magistrati e tecnici professionisti che indagano da anni su sospetti criminali da dove arriva?
Io veramente non capisco, o meglio, capisco che le persone sono tremendamente insicure e suggestionabili, hanno sempre bisogno di un logo, di un riferimento in cui credere ciecamente.
Forse devono riempire quel vuoto lasciato da Dio?

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