mercoledì 6 gennaio 2016

IL NUOVO MONDO


Sono in Arizona, provengo dallo Utah e prima ancora dal Nevada e California. Sono passato dalla Silicon Valley, San Francisco, Death Valley, Zion National Park per essere dopo domani nel cuore del Gran Canyon. Ora sono sulla 95, direzione Kayenta, dove passerò la notte. Lungo il percorso ho visto la città degli hippie con i suoi colori vivaci, le sue strade impervie e il suo poderoso Golden Gate Bridge; ho visto il deserto, arido, "depresso" e "salato"; ho visto la neve ricoprire le rocce rosso argilla; ho visto una diga immensa arginare un lago enorme dove si riflettevano imponenti rocce di un canyon antichissimo. La natura selvaggia e imponente dell'America, così lontana dal nostro immaginario, così finta, quasi scenografica, come se disegnata per ambientarci un film. Case di legno disperse in un oceano di praterie solcate solo da una strada. Camion giganteschi, mostruosi, come essere in Duel del grande Spielberg, macchine ruggenti 4x4 pilotate da cowboy. L'America non sembra cambiata molto da quella che ho visto nei film sul vecchio far west, c'è lo stesso spirito anche ora, come se la gente fosse appena arrivata qui e dovesse ancora cercare un pezzo di terra da rivendicare. Un paese grande, dove ogni cosa è lontana, dove il paesaggio cambia ma al contempo resta uguale, americano. Affascina tutto questo, ma la nostra Europa risulta davvero bellissima al confronto: colma di storia, fitta di diversità culturali, accudita da un passato che la rende molto più umana, molto più vera di tutto quello che ho trovato qui.
Ora la neve cade, la Monument Valley è vicina, il viaggio continua.


Una centrale nucleare incontrata lungo il percorso. Qui sembra che l'artefice dell'architettura sia Satana in persona.