"Pensavo che tutte queste persone che giudicano, che si trovano a parlare continuamente di cinema, di arte.. forse perdono tempo o forse lo usano in maniera inappropriata. Semplicemente non colgono quello di cui stanno discutendo. Parlano d'arte, è questo l'errore. Giudicano superficialmente un qualche film visto alle 9 della mattina..magari lo trovano noioso, magari divertente. Il problema è che non hanno dedicato il giusto tempo, non hanno dedicato la frazione temporale legittima, naturale, appropriata. Ogni cosa ha una naturalità, come un bacio, uno sguardo. Il cinema trovo che a Cannes venga ucciso, venga privato del suo diritto di tempo e spazio.. o forse sono solo ubriaco."
Mi trovo a scrivere queste parole, forse saturo da un'avventura intensa. Sicuramente c'è del vero però, sicuramente il razionalizzare un' arte è sempre molto vicino "allo sbagliato". Mettere su una catena di montaggio un prodotto artistico è sempre immorale anche se, in qualche modo, legittimo e utile. Resta solo da capire da che parte stare: se giudicare o essere giudicati.
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